giovedì, 12 novembre 2009, ore novembre 12, 2009 00:11

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A mezza via


Vorrei trovare una strada


a me intitolata


che si apra come un sipario


per poter sostare


e rin-contrare tutti.


 


Una mezza via


tutta pianeggiante


dove abitare di giorno e di notte


insieme ad un vento leggero e caldo


dove le tracce non siano disperse.


 


A mezza via


tutto è un soffio


un battere di ciglia


ed è anche


un lenzuolo colorato e trasparente.


 


(…da me…per me…


per il mio compleanno…)


 


Copyright © liù  12 novembre 2009


 


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lunedì, 09 novembre 2009, ore novembre 09, 2009 18:33

                                           

Ho il piacere di presentare il libro di Sergio, una storia d'amore...



Invito_presentazione_libro_001.jpg picture by liuspike








ACCADDE UN GIORNO


                                                                           Di


                                                             Sergio Maffucci


 


Sinossi


Questo libro narra di una storia d’amore. Una storia che coinvolge un uomo di 57 anni ed una donna prossima ai 40.

Sposato ed appena andato in pensione lui, divorziata lei.

L’incontro avviene durante una sua gita in moto, nell’agriturismo di lei “Oasi”, vicino a Montalcino.

Un incontro occasionale ed imprevedibile che in poche ore si trasforma in un’attrazione fisica e mentale travolgente.

Vivranno quattro giorni intensi a Siena e dintorni, scoprendo sempre più la quantità di affinità intellettuali, artistiche, di pensiero e fisiche in comune.

Una vera e propria esplosione di sentimenti e di passione che li coinvolge in maniera assoluta.

Lui, ciononostante, fa prevalere la sua parte razionale, enunciando i seri motivi, ad iniziare dalla differenza d’età, che devono indurli a considerare quei giorni solo una parentesi splendida, che dovrà essere chiusa.

E così sarà…

Dopo due mesi, quel fuoco che si era tentato d’imbrigliare, si ravviva…per non più spegnersi.

Da questo momento il legame riprende e si alimenta ancor di più, finché lui, non abbandonerà gradualmente tutte le riserve e le remore che gli avevano consigliato di troncare questo sentimento.

In un crescendo, anche veloce, dopo aver a lungo meditato e rimeditato da solo e con lei (che non esercita alcuna pressione in proposito, lasciando che sia lui, solo lui, a decidere), il protagonista stabilisce di fare il grande passo: separarsi ed andare a vivere con lei.

Una serie di avvenimenti collaterali ruotano intorno a questi mesi di ansia e di affanno, che, a modo loro, serviranno a delineare il futuro dei protagonisti: le nuove amicizie, l’immergersi nella realtà sociale e culturale di Siena, Palio dell’Assunta compreso, con l’apparentamento per simpatia alla contrada della Lupa, l’impegno nell’affiancare la gestione dell’agriturismo Oasi ed altri eventi ancora.

Tutto prosegue nel migliore dei modi nell’attesa del divorzio. Alcuni episodi, fanno da corollario a questo periodo, come il viaggio in Venezuela a trovare il figlio di lui ed a visitare quel magnifico paese già conosciuto qualche anno prima con la moglie.

Seguirà il matrimonio… e segue la storia…

L’epilogo che chiude questa storia, credo contenga, a mio avviso e senza presunzione, una certa originalità.


 Il libro è già disponibile on line sul sito dell’editore.


http://www.ilfiloonline.it/shop/product_info.php?products_id=2660


www.webster.it/c_power_search.php?shelf=BIT&q=accadde+un+giorno&submit=Invia


http://www.ibs.it/code/9788856711745/maffucci-sergio/accadde-giorno.html


www.gruppoalbatrosilfilo.it


 È reperibile o ordinabile presso le librerie che aderiscono al gruppo Mursia distribuzione, nonché presso la libreria dell’editore Il filo a via Basento 52 vicinanze via Po.


 

www.leggisergioracconta.splinder.com






 



 


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venerdì, 30 ottobre 2009, ore ottobre 30, 2009 00:35

P8231159

questa sera ho bisogno di una penna che sappia scrivere


e di una gomma che sappia cancellare


per frastagliare questo tempo


che la tua immagine trasmette


e come nello specchio si riflette in un sol filo di respiro


 


forse non c’erano sogni –mi dirai-


forse anche tu non li avevi –ti dirò-


 


ma stasera però mentre le stelle erano in assemblea


come vagabondi e senza piedi a terra


abbracciando l’oriente e l’occidente


abbiamo iniziato a vendere profumi


 


forse c’inebrieranno –mi dirai-


forse ci sveglieranno –ti dirò-


 


Copyright © liù  30 ottobre 2009


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giovedì, 22 ottobre 2009, ore ottobre 22, 2009 19:07

Nel corso degli anni avrebbe avuto molte occasioni per ripensare a come sarebbe cambiata la sua vita se avesse permesso all’autista di riaccompagnarla a casa.


Lola ballava ogni sera la samba nel locale di Mummy a Cachoeiras ed i clienti impazzivano per lei.


Quella sera un cliente facoltoso, un faziendere da poco arrivato a Papucaia fissò l’appuntamento con Mummy per avere Lola il giorno dopo da lui, avrebbe pagato molto bene, molto più degli altri clienti abituali.


Lola non era mai stata in una fazenda, solo una volta un cliente l’aveva invitata in una pousada e questa era un’occasione da non poter perdere.


Guardava l’autista e pensava al suo monolocale, a quella lampadina che pendeva dal centro del soffitto, legata con un semplice filo che scendeva fino al tavolo, illuminando volta per volta il misero cibo che riusciva a comprarsi.




“Ma ti rendi conto mamma, che cosa stai vedendo in tv?” Questa soap è la sclerosi totale, il buio più brutto dei racconti da strappalacrime! Solo a sentire queste cazzate stucchevoli mi si rizzano i capelli e mi viene da ridere come una pazza. Che taglio mamma ‘ste soap!


Cazzate americane, italiane ed ora brasiliane!


E poi sono io, e tutti quelli della mia generazione, quella che beve cocacola e vive nei mac donald’s che manda il cervello all’ammasso!


Ma lo vedi, guardalo bene Ridge il bello di beautiful, sono trent’anni che sta là, è diventato vecchio solo all’anagrafe, eppure ti dicono che scopa sempre come un riccio, tale e quale a quando aveva venti anni!


E Brooke poi? È vecchia anche lei però se le fai indossare un calzoncino corto e un top, sembra mia figlia!


Vi state tutte rimbambendo, tutte voi della vostra generazione e anche di più, visto che bevete le loro parole e vi muovete come se il tempo anche per voi si fosse fermato.


Te l’ho raccontato della nonna?


Ieri ero a comprarmi una gonna, era troppo lunga ed ho deciso di accorciarla, così le ho telefonato per chiederle se poteva sistemarla lei, fare un piccolissimo orlo, sai cosa mi ha risposto?


“tusa ciapa du lire fas fa l’orlu della pendan dalla sarta.


Podi no amore mio le set che la nona la g’ha da fa’.”


Sono rimasta senza parole, mamma, caspita ti sto parlando della tua mamma, sì proprio lei, la signora Giovanna, che ora fa la fighetta e sembra tua figlia!


La mia nonna, quella che si è sempre vantata di aver fatto la cresta sulla spesa, sul mensile che le dava il nonno e, poi con quei risparmi, dopo venti anni, è riuscita a comprare un appartamentino.


Ecco, anche lei è impazzita, spende, consuma e regala abiti delle stagioni passate alla portiera, mangia poco, è attenta alla linea e si veste solo con abiti firmati.


Lo sai che mi ha risposto quando la volevo accompagnare in un negozio nuovo che ha abiti per lei e non costano certo un’assurdità?


Mi ha detto che alla sua età per fare la sua figura in pubblico doveva spendere, perché chi più spende meno spende!


Ma da quando le è venuta fuori questa concezione edonistica?


Ridicola lei e le sue feste al centro anziani!


Non ti dico che la vorrei vedere rimbambita a fare la calzetta, però mamma siete diventati eccessivi, tutti, te, papà ed i nonni.


Un microcosmo di single al femminile, certo non per scelta, la vedovanza è causa del destino, e la separazione il sintomo dei tempi.


Con le labbra che non sorridono ma contano “uno, due, tre, quattro” e, come tanti adolescenti che non sentono la fatica, ballate fino all’alba ed in gruppo, corteggiando quei pochi maschietti che come superstiti di un’epidemia vagano gongolando acciaccando maldestramente ogni tanto un piede o un altro.


Non sono come Rigge, ed anche se hanno la stessa età, se cadono nel letto è per dormire!


Mamma, raccontami di quando eravate poveri, senza televisione, del primo Natale con il panettone, delle serate estive con il naso puntato al cielo.


Mamma perché mi guardi come se fossi un marziano?”


“Lo sai che quando prendi fuoco sei ancora più bella?


Gesù quanto vorrei vederti con un uomo al fianco!”


 


 


Copyright © liù  20 settembre 2007


 

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martedì, 13 ottobre 2009, ore ottobre 13, 2009 19:54

P8180732

“Quest’uomo e questa donna sono in una macchina straniera. La macchina è costata …”



“Questa macchina non la vorrei nemmeno se me la regalassero!”

“Ragazzi, per favore, non è la macchina l’argomento, ora non cominciamo con le varie osservazioni per divagare. Ho letto i vostri elaborati ed ho capito che bisogna rinfrescare un po’ la grammatica italiana, ho scelto di proposito questa foto con questa scritta, perché oggi si parla di pronomi personali e vorrei spiegare la differenza che passa tra il pronome soggetto ed il pronome oggetto.

Un po’ di silenzio per favore e cercate di essere attenti.

Chiedete pure, ma solo ciò che interessa la lezione”

“Ma cos’è questa foto, prof? Di quale secolo è? Lui ha anche i guantini bucati di pelle! Si poteva scegliere qualcosa di più recente, ed una scritta meno pallosa, vuole che le porto i poster della rossa? Le dico i prezzi dei modelli? Conosco tutto a memoria”

“Non vi tengo qui incarcerati, ragazzi, vorrei solo cercare di portare avanti e con tanta devozione, un minimo, solo un minimo di programma scolastico, in questi ultimi mesi prima dell’esame finale, dobbiamo dare il massimo, da parte mia vi confermo il mio affetto, ma questo non basta per farvi superare l’esame, ora continuo e, spero, senza interruzioni”

Con le dita grassocce il Franchi iniziò ad aprire la sua merenda infischiandosene che era in classe e non nell’ora di ricreazione, il Poli con la solita calma laboriosa iniziò ad inviare messaggi con il cellulare, mentre la Lini pensò bene di tirar fuori lo specchio e rifarsi il trucco.

Mi dovevo sbrigare, finita l’ora avevo appuntamento con il parrucchiere, poi volevo comprarmi qualche maglietta estiva, non mi piacevano più quelle dell’anno scorso, mi davano un’aria da vecchia signora, troppo classiche e troppo larghe, ma sì certo, le regalo.

Avevo voglia di prendere il cancellino pieno di polvere di gesso e tirarlo sul soffitto, si sarebbero svegliati tutti a velocità astrale, ma per come sono maldestra certamente sarebbe ricaduto sulla mia testa, provocandomi una fama di dilettante nel tiro al bersaglio.

Avanti e coraggio Mirella, continuiamo con la spiegazione, spero che almeno in cinque o sei mi ascoltino, sarebbe una svolta storica se avvenisse, oppure no, oggi lasciamo da parte la grammatica, voglio impazzire, mi mancano poche lezioni per finire il programma, lo posso trascurare per una volta.

“Allora, chiudiamo i libri, sarò tollerante, vorrei sapere da voi come mai siete così affascinati dalle macchine straniere”

“Costano poco prof”

“Vuoi dire che costano meno delle nostre? Non direi, ma se voi ragazzi arrivate qui a scuola con i fuoristrada o con macchine alla moda e superaccessoriate, dove sono i risparmi?”

“Io ho la macchina vecchia di mia madre che divido con mio fratello, è una carcassa però consuma poco”

“Io ho la moto e la sera uso quella dei miei genitori”

“Prof, oggi vuole proprio parlare di macchina? Per me la macchina è essenziale, lei lo sa che per avere un po’ d’intimità con la mia ragazza, posso solo con la macchina? I miei genitori sono sempre in casa, e quelli di lei sono delle cariatidi, dobbiamo lasciare sempre la porta aperta quando siamo soli nella stanza!”

“Capisco, capisco Nacci e, suppongo che avere intimità in una macchina straniera possa portare ad un coinvolgimento diverso!

No, non ci siamo ragazzi, quello che volevo sapere era in quanti di voi hanno una macchina italiana in famiglia, quanti la desiderano, e quanti hanno intenzione di comprarla in futuro, ora non mi venite a dire che avete tutti delle biciclette scassate al posto della macchina, non siamo al Cairo, siamo a Milano!”

“Io vorrei la rossa, proff, quella la desidero, la amoooo!!!”

“Tutti la vorrebbero, ma a parte la rossa che è un desiderio da sceicchi, nessuno di voi ha macchine italiane?”

“Mi rendo conto dal silenzio che è un’impresa anacronistica cercare di capire il perché di queste scelte, come anacronistica sembra la mia lezione sui pronomi che volevo farvi oggi.

Ora quando vado a casa cercherò una foto più attuale e invece della scritta:

“Questo uomo e questa donna sono in una macchina straniera. Questa macchina è costata…”

inserirò questa che è più attuale:



“This man and this woman are in a foreign car. This car costs …“





Copyright © liù  31 maggio 2007





 
liuspike
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lunedì, 05 ottobre 2009, ore ottobre 05, 2009 17:32

P8140323

Isolata nel mio malessere

consapevole della mia sofferenza

prigioniera del vuoto,

tu, muto artefice della mia disperazione,

fenomeno strano,

uomo troppo amato e troppo perdonato,

penetri la mia realtà

dilatando il tempo.

Istanti vissuti, passati, presenti, futuri

paura di maschere, paura di bugie.

Insicurezza di possesso,

impotenza di penetrare i ricordi

cornici di un quadro inconsapevole dell’oggi.

Frenesie d’appropriazione percependo il ricordo.

Stanchezza insopportabile d’imparare

la rassegnazione di perdonare.

Accettare e soffrire o

penetrare in altre illusioni?

Confusioni di scelte

nell’entusiasmo che svanisce.

Trasformarsi ed andare…


 


 


(riproposta)


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